“Il territorio e i rifiuti: situazione e proposte” è il titolo del convegno organizzato dal Lions Club Cinque Terre e dal Club Unesco Levanto, con il patrocinio del Comune di Levanto, per venerdì 31 ottobre, a partire dalle ore 9.30, nell’auditorium dell’Ospitalia del mare.
L’obiettivo principale dell’iniziativa è illustrare agli addetti ai lavori e al pubblico le soluzioni che la ricerca e le nuove tecnologie possono offrire per una gestione più efficiente del ciclo dei rifiuti, privilegiandone la riconversione in energia rispetto ad un semplice stoccaggio in discarica.
Al centro della giornata di studio, che si aprirà con una panoramica sulla situazione esistente sul territorio provinciale spezzino e sui progetti in corso tracciata dagli interventi dei tecnici di Acam Ambiente e Termomeccanica, sarà infatti il “processo Thor” (acronimo inglese che significa “Riciclaggio completo dei rifiuti domestici”, una tecnologia innovativa messa a punto da un ricercatore del Cnr, Paolo Plescia, per “raffinare” i rifiuti, cioè separare tutte le materie prime contenute all’interno di un rifiuto per produrre un combustibile “pulito”, vale a dire una sostanza che può essere bruciata da qualsiasi sistema termico senza produzione di diossina o di ceneri contenenti metalli.
Ad illustrare ai presenti la nuova tecnologia, che è in corso di sperimentazione dallo scorso gennaio in un impianto costruito nelle campagne di Torrenova, in provincia di Messina, sarà proprio il suo inventore, Paolo Plescia, che interverrà al convegno a metà mattinata.
Nel pomeriggio ci sarà spazio per una tavola rotonda sul tema “Lo smaltimento dei rifiuti: tecnologia e ricerca di consenso”, alla quale parteciperanno amministratori regionali e locali.
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Copertina
Interno
“Diamo una nuova vita alle cose” è il titolo della giornata di studi per gli studenti delle scuole medie in programma sabato 7 giugno, alle ore 10, presso l’Auditoriujm dell’Ospitalia del mare di Levanto.
Obiettivo degli organizzatori (Comune di Levanto, Club Unesco Levanto e Lions Club Cinque Terre) è la sensibilizzazione dei giovani verso il riutilizzo dei materiali ed una fruizione più consapevole ed oculata delle potenziali risorse energetiche.
Tra i relatori, esponenti del mondo della ricerca come Emilio Olzi (del “Cnr” di Milano), che interverrà sul tema “Rifiuti: inquinanti o risorse?”, e Daniele Perchiazzi (della “Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche” di Milano), che spiegherà ai ragazzi le varie fasi di cui si compone il riciclo dei rifiuti; ma anche amministratori come l’assessore all’Ambiente del Comune di Levanto, Paolo Lizza, che illustrerà il sistema di raccolta e recupero dei rifiuti in funzione sul territorio levantese.
Al termine, spazio alle domande degli studenti, che potranno soddisfare le loro curiosità in una chiacchierata informale con gli esperti.
Con una cerimonia in programma venerdì 20 luglio, alle ore 18, la Loggia medievale di piazza del popolo, a Levanto, verrà insignita del prestigioso titolo di “monumento testimone di cultura e di pace” dell’Unesco.Il “modello Levanto” è stato presentato al seminario dell’Unesco svoltosi dall’8 all’11 giugno 2005 a Gangneung, in Corea, tra le città che intendono mobilitarsi per la difesa e la promozione del patrimonio culturale e immateriale dell’umanità.
La relazione dell’ex sindaco, Marcello Schiaffino, sull’esperienza di sviluppo consapevole e sostenibile maturata a Levanto attraverso l’integrazione tra vallata e fronte a mare, il progetto di Hotel Paese, l’adesione al circuito internazionale “Cittàslow” e le varie iniziative volte a promuovere uno sviluppo socio-economico fondato sulla riscoperta delle tradizioni e delle produzioni tipiche locali, ha fortemente impressionato i partecipanti al convegno, che, al termine dell’intervento, durato una quindicina di minuti, hanno pressato l’ex primo cittadino levantese con una lunga serie di domande.
Anche le proposte avanzate per la creazione di una rete di città dedite alla salvaguardia del patrimonio intangibile sono entrate nel documento finale, che è stato poi inviato alla sede Unesco di Parigi e ha sancito così l’ingresso di Levanto tra le città che hanno contatti diretti con questa organizzazione.
Ma le prospettive aperte dal convegno vanno ben al di là della “spedizione” in Corea, che comunque porterà alla creazione di una rete che faciliti gli scambi di esperienze tra le città partecipanti.
Il segretario generale della Commissione italiana dell’Unesco, l’ex ambasciatore Luca Biolato, anch’egli profondamente colpito dal “modello Levanto” e uno dei protagonisti della partecipazione levantese al seminario di Gangneung, ha infatti caldeggiato la possibilità di fare della cittadina rivierasca una sorta di “avamposto” di quella filosofia dello sviluppo sostenibile che rappresenta l’argomento che l’organizzazione intende sviluppare a livello internazionale nei prossimi dieci anni.
Da Levanto dovrebbero appunto partire quegli stimoli indispensabili per far lievitare l’intero movimento e conferirgli una dimensione nazionale.
• La relazione
• Il "City report" di Levanto
• Le conclusioni
Levanto fa parte della rete internazionale delle città scelte dall’Unesco per promuovere la cultura e il “patrimonio immateriale”, vale a dire tutto ciò che, strettamente intrecciato alle risorse ambientali e artistiche, caratterizza lo spirito che rende unico un territorio.
A sancire l’ingresso (al momento come unica realtà italiana) in questa prestigiosa associazione è stata la partecipazione dell’ex sindaco della cittadina ligure, Marcello Schiaffino, al secondo “Seminario degli amministratori locali sulla salvaguardia del patrimonio immateriale e sullo sviluppo sostenibile”, svoltosi dall’8 all’11 giugno 2005 a Gangneung, nella Corea del sud.
Obiettivo dell’iniziativa è la creazione di una rete internazionale di città, che, nello spirito della “Convenzione per la salvaguardia del patrimonio cultuale immateriale” dell’Unesco e della “Dichiarazione universale sulla Diversità Culturale”, attraverso la partecipazione delle comunità locali ad eventi culturali di altre città e lo scambio di esperienze permetta di migliorare le politiche culturali di ogni singola realtà fornendole i metodi per raggiungere uno sviluppo sostenibile delle risorse culturali locali.
Il decennio 2003-2013 è stato dedicato dall’Unesco al tema dello sviluppo sostenibile.
L’Unesco ha sollecitato la creazione di una rete di città con l’obiettivo di sviluppare il tema della tutela e valorizzazione dell’immateriale, l’identità della comunità.
Levanto, partecipando (come unica città italiana) a questa iniziativa che ha in Gangneung (Corea) la città capofila, ed aderendo alla rete, ha deciso di avere un ruolo propositivo in questa ricerca.
La rete è pensata innanzitutto come un rapporto tra le città e quindi il primo attore è il Comune Comune.
Proprio per i temi che si intendono trattare, un percorso del genere ha bisogno di un grado di coinvolgimento e partecipazione, insieme al Comune, della comunità locale, attraverso le associazioni e i singoli cittadini interessati ad apportare il proprio contributo su questi argomenti.
Il Club Unesco di Levanto nasce come strumento di partecipazione della comunità locale a questo progetto. Lavoreremo quindi per conoscere, censire, promuovere quel complesso di usi, tradizioni, sili di vita, che costituisce l’identità della comunità levantese.
E lo faremo anzitutto per accrescere la nostra consapevolezza e contribuire così alla crescita della nostra comunità. Una crescita che fa dell’identità il motore di uno sviluppo sostenibile, consapevole, con radici solide ed uniche allo stesso tempo.
Lo faremo per rappresentare all’Unesco, ed alla rete di città che si è creata attorno a questo organismo internazionale, un modello capace di definire e tutelare la nostra identità, il nostro “patrimonio immateriale”, facendone la ragione di uno sviluppo economico, sociale e culturale.
Lo faremo per stimolare l’Unesco a riconoscere e tutelare, dopo i tanti e straordinari siti materiali, i siti immateriali, fatti di gente che ha radici visibili e nutre speranze di armonia nella convivenza tra persone e tra persone e territori.
Una sfida stimolante, dai tempi sicuramente molto lunghi, difficile da sostenere ma decisamente ambiziosa.